

Ho come il sospetto che in questo caso “ridurre la distanza” significhi aumentare l’influenza della politica italiana sulla ricerca…
Forse stanno pianificando di tornare alla costosissima energia nucleare dietro la spinta di qualche multinazionale? E ovviamente i precedenti referendum non contano più nulla perché vanno considerati scaduti?
Allora se dobbiamo accettare la scadenza dei referendum a questo punto io pretendo che, assieme al nucleare, torni anche il Re e il Regno d’Italia!!
Comunque io penso che gli attriti tra le due categorie siano sempre esistiti e siano causati da una questione di autodifesa. Probabilmente è una naturale reazione psicologica. Ma bisognerebbe prenderne coscienza. Da quello che ho notato, soprattutto i fisici non accettano assolutamente critiche dai filosofi della scienza o da chiunque altro non conosca il linguaggio matematico e si esprima solo col linguaggio verbale. Spesso dicono che sono solo chiacchiere, mentre loro invece lavorano con i numeri.
Effettivamente il linguaggio verbale può anche diventare astratto, ambiguo e fuorviante, perciò viene spesso classificato come inadatto alla scienza. Ma escluderlo completamente sarebbe una follia da estremisti!
Infatti un professore universitario non può fare a meno del linguaggio verbale per tenere una lezione di fisica o matematica, così come un fisico sperimentale deve necessariamente ricorrere a ragionamenti logici (verbali) per progettare un esperimento e per interpretare i risultati in modo efficace e credibile. E se vuole pubblicare i risultati (numerici), per spiegarli deve necessariamente utilizzare anche il linguaggio verbale.