Lorenzo Tosa

La buona notizia è che l’intervento a cui è stato sottoposto Alessandro Di Battista è riuscito.

Ora Alessandro è sedato e in terapia intensiva, come da prassi in questi casi.

Lo riferiscono direttamente fonti mediche dell’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana.

Sarebbe dovuto tornare in Italia ieri, ma un peggioramento delle condizioni ha reso necessaria l’operazione.

Tutto il resto, com’è giusto, è sotto il più stretto riserbo voluto da medici e familiari.

Io, però, oltre a un pensiero a lui, alla sua famiglia e alla sua comunità politica in questo momento difficile, volevo rivolgerne uno su cui so che Alessandro sarebbe d’accordo, e ha avuto anche la forza di ricordarlo nei giorni scorsi.

È un omaggio e un ringraziamento doveroso ai medici cubani, che, assieme ai due colleghi italiani partiti da Roma, ancora una volta stanno dando prova di una straordinaria professionalità e resistenza, lavorando e curando i pazienti (non certo solo lui) in condizioni economiche e sanitarie difficilissime per l’osceno strangolamento a cui l’isola è sottoposta da decenni - e in particolare negli ultimi mesi - l’isola da parte dell’uomo più potente e pericoloso del mondo.

La sanità cubana pubblica e universale è una delle migliori del mondo e, per certi versi, la più simile alla nostra, prima che venisse depredata da interessi privati e politici.

Ne avevamo avuto un saggio durante la pandemia, ne abbiamo avuto conferma in questi giorni.

In tutta questa storia, è un dovere ricordarlo.

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