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emama ( emama@poliversity.it ) to
Che succede nel Fediverso?@feddit.it•#Fedisky è stato aggiornato all'ultima release di #Wafrn, ricca di nuove funzionalità
1·15 days ago@informapirata @skariko @fediverso
Da perfetta nerd non so di cosa parli. Capisco comunque che è una cosa importante quindi … Grazie a @skariko 😁
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Notizie dall'Italia e dal mondo@feddit.it•Bonino questa misconosciuta. RIP
1·17 days agoÈ quella che ha goduto della maggiore visibilità, ma io che ero nel movimento delle donne e tra le femministe degli anni 70 ricordo donne ben più toste e ben più “radicali” di Bonino, come, una tra le tante, Carla Lonzi di "Sputiamo su Hegel, fondatrice a Roma di Rivolta Femminile, o le femministe dei Collettivi di Pompeo Magno, di Pomponazzi, del Governo Vecchio, che insieme contribuirono a creare le basi per la nascita della prima vera Casa delle Donne a Roma.
Ma queste non godeterro della visibilità mediatica di Bonino…chissà come mai 😉
Se vuoi saperne di più ti copio intanto questo da google
Collettivo di via Pompeo Magno
Alma Sabatini: Storica linguista e saggista. Fu tra le primissime ad abbandonare il Movimento di Liberazione della Donna (MLD) per fondare il nucleo separatista di via Pompeo Magno. Più tardi divenne celebre per i suoi studi rivoluzionari sul sessismo nella lingua italiana.
Daniela Colombo: Attivista ed economista, partecipò insieme ad Alma Sabatini
alla scissione iniziale che diede vita al collettivo di via Pompeo Magno. Negli anni successivi si dedicò intensamente ai temi del lavoro e della cooperazione internazionale delle donne.
Rina Macrelli (Caterina Macrelli): Sceneggiatrice, saggista e traduttrice. È stata una delle colonne teoriche più attive all’interno del Pompeo Magno, in particolare per lo sviluppo della riflessione sull’autonomia lesbica e sul lesbofemminismo in Italia.
Julienne Travers: Intellettuale e attivista molto presente nel dibattito politico del gruppo, nota per i suoi interventi sulla stampa dell’epoca (come sul quotidiano Il Manifesto) dedicati a temi cruciali quali la violenza sessuale e la critica alle istituzioni patriarcali.Il nucleo del “Collettivo femminista cinema”
Nato direttamente da un gruppo di autocoscienza interno a via Pompeo Magno, questo nucleo vedeva tra le più attive:
Annabella Miscuglio: Regista, documentarista e figura cardine della cultura femminista romana (aveva già co-fondato lo storico Filmstudio). Firmò documentari militanti fondamentali come L’aggettivo donna (1971) e la regia del famosissimo Processo per stupro (1979).
Rony Daopoulo: Regista e attivista che, insieme a Miscuglio e ad altre compagne (tra cui Paola Baroncini e Clelia Boesi), realizzò i primi film collettivi che documentavano le piazze e le istanze del movimento.Figure simbolo e attiviste per i diritti LGBTQ+
Mariasilvia Spolato : Insegnante di matematica e attivista legata alle vicende del collettivo. L’8 marzo 1972, proprio sfilando a Roma insieme alle femministe di via Pompeo Magno, fece il primo coming out pubblico di una donna lesbica in Italia, tenendo in mano un cartello con la scritta “Liberazione omosessuale”. Per questo gesto coraggioso subì pesanti persecuzioni personali e lavorative.
I materiali prodotti da queste e moltissime altre attiviste rimaste anonime sono oggi conservati presso l’archivio Archivia a Roma, che custodisce i bollettini storici, le locandine delle performance dell’8 marzo e i testi teorici del collettivo.E questa è solo una minima parte del movimento femminista.
👋 ♀️
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Politica interna, europea e internazionale@feddit.it•La regressione da "Cittadino" a "Suddito"
1·18 days ago@Tiberio @politica
Comunque per essere precisiNegli ultimi 20 anni, il centrosinistra ha governato complessivamente per circa 8 anni e mezzo (per l’esattezza 3.109 giorni), distribuiti tra i cinque esecutivi indicati.
Il dettaglio della durata dei singoli esecutivi evidenzia la ripartizione temporale del loro mandato:
Governo Renzi: 2 anni e quasi 10 mesi (1.024 giorni)
Governo Prodi II: 1 anno e quasi 12 mesi (722 giorni)
Governo Gentiloni: 1 anno e 5 mesi (536 giorni)
Governo Conte II: 1 anno e 5 mesi (527 giorni)
Governo Letta: circa 10 mesi (300 giorni)Il restante tempo del ventennio è stato coperto da coalizioni di centrodestra o da governi tecnici/di unità nazionale
Allargando lo sguardo agli ultimi 30 anni (dal 1996 a oggi, 2026), i governi a guida o a trazione di centrosinistra in Italia non sono più cinque, ma diventano nove.
A cavallo tra la fine degli anni '90 e l’inizio dei duemila, si aggiunge infatti l’intera stagione dell’Ulivo.
Ecco l’elenco completo di tutti i governi di centrosinistra negli ultimi 30 anni, in ordine cronologico:- Governo Prodi I (1996-1998): Il primo storico governo guidato da Romano Prodi, sostenuto dalla coalizione dell’Ulivo.
- Governo D’Alema I (1998-1999): Guidato da Massimo D’Alema, sostenuto dall’Ulivo, dai Comunisti Italiani (PDCI) e dall’UDR.
- Governo D’Alema II (1999-2000): Nato da un rimpasto politico del precedente esecutivo.
- Governo Amato II (2000-2001): Esecutivo di fine legislatura guidato da Giuliano Amato con il sostegno dell’Ulivo e dei suoi alleati.
- Governo Prodi II (2006-2008): Guidato nuovamente da Romano Prodi, espressione della coalizione dell’Unione.
- Governo Letta (2013-2014): Esecutivo di larghe intese guidato da Enrico Letta, con la partecipazione del Partito Democratico.
- Governo Renzi (2014-2016): Guidato da Matteo Renzi e sostenuto da una maggioranza imperniata sul Partito Democratico.
- Governo Gentiloni (2016-2018): Guidato da Paolo Gentiloni, prosecuzione della maggioranza a guida PD dell’esecutivo precedente.
- Governo Conte II (2019-2021): Coalizione politica formata dal Movimento 5 Stelle, dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali.
Durata complessiva del centrosinistra nel trentennio
Considerando anche i primi quattro esecutivi della fine degli anni Novanta, il totale del tempo speso al governo dal centrosinistra sale a circa 13 anni e mezzo complessivi (rispetto agli 8 anni e mezzo calcolati nell’orizzonte degli ultimi vent’anni).
Il resto del trentennio è stato guidato dalle coalizioni di centrodestra (con i successivi governi Berlusconi e il governo Meloni) e da esecutivi tecnici o di unità nazionale (Dini, Monti, Draghi e Conte I).
In Italia, la stragrande maggioranza delle riforme comunemente definite “neoliberiste” — caratterizzate da privatizzazioni di aziende di Stato, deregolamentazione del mercato del lavoro e liberalizzazioni — è stata realizzata principalmente dai governi di centrosinistra e dai governi tecnici da essi sostenuti negli anni '90 e Duemila.
Sebbene l’immaginario collettivo associ il neoliberismo economico alla destra, la destra politica italiana (rappresentata a lungo da Silvio Berlusconi e oggi da Giorgia Meloni) ha storicamente mantenuto una forte matrice corporativa, assistenziale o di difesa degli interessi nazionali, attuando politiche di spesa o tagli fiscali ma meno riforme strutturali di mercato. Il centrosinistra ha invece assunto il ruolo di “modernizzatore” ed esecutore dei vincoli economici necessari per l’integrazione europea e l’accesso all’Euro.
Il quadro storico si articola attraverso tre grandi pilastri:
- La grande stagione delle privatizzazioni (Anni '90)
Negli anni '90 l’Italia ha avviato il secondo più grande piano di privatizzazioni al mondo dopo il Regno Unito, smantellando il sistema delle partecipazioni statali (IRI).
-
Governo Amato I (1992-1993) e Governo Ciampi (1993-1994):
Esecutivi tecnici/di transizione appoggiati anche dalle forze che avrebbero costituito il centrosinistra. Trasformarono gli enti pubblici (ENI, ENEL, IRI, INA) in Società per Azioni (SpA), avviando la vendita dei gioielli di Stato.
Fu il periodo in cui Mario Draghi ricopriva il ruolo di Direttore Generale del Tesoro. -
Governi dell’Ulivo (Prodi I e D’Alema I, 1996-2000): Sotto la guida del centrosinistra si compì la sostanziale vendita ai privati di colossi strategici come Telecom Italia (1997), Autostrade per l’Italia (1999) e la vendita di importanti quote di ENI ed ENEL. [12, 13]
- La flessibilizzazione del mercato del lavoro
Le riforme volte a introdurre la flessibilità nel mondo del lavoro (spesso contestate dalla sinistra radicale e dai sindacati come precarizzazione) portano firme di centrosinistra:
- Pacchetto Treu (1997): Introdotto dal Ministro del Lavoro Tiziano Treu (Governo Prodi I), legalizzò per la prima volta in Italia il lavoro interinale e i contratti a tempo determinato flessibili.
- Jobs Act (2014-2015): Promosso dal Governo Renzi (centrosinistra), ha modificato l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, abolendo il reintegro obbligatorio in caso di licenziamento economico illegittimo per i nuovi assunti e introducendo le tutele crescenti.
- Le “Lenzuolate” di liberalizzazioni (2006-2008)
- Decreti Bersani: Durante il Governo Prodi II, il Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani varò una serie di storiche riforme per aprire alla concorrenza mercati protetti, come la vendita dei farmaci da banco nei supermercati (parafarmacie), l’abolizione dei costi di ricarica telefonica, la liberalizzazione delle licenze dei taxi (parziale) e dei passaggi di proprietà delle auto.
Perché proprio il centrosinistra?
Secondo storici ed economisti, il centrosinistra italiano ha sposato tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2010 la dottrina della “Terza Via” (simile a quella di Tony Blair nel Regno Unito o di Bill Clinton negli USA). L’obiettivo politico era dimostrare affidabilità internazionale, risanare il bilancio pubblico per entrare nei parametri di Maastricht e modernizzare un capitalismo italiano giudicato bloccato e clientelare.
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Politica interna, europea e internazionale@feddit.it•Campo largo.
1·1 month ago@macfranc @politica
E perderà alle elezioni successive. Se vuole sopravvivere oltre i pochi anni di governo il PD, a parere mio ha due opzioni:- Spostarsi completamente al centro diventando una sorta di nuova DC
- Dare spazio alle istanze della società: lavoro, casa, salute, istruzione, diritti costituzionali a 360°. Cioè a quello che chiede la sinistra. Qui non si tratta di rivoluzione bolscevica, e neppure francescana 😉😂. Si tratta di scegliere quale indirizzo dare all’economia: dei capitalisti o dei cittadini. Si tratta di portare a compimento la nostra Costituzione su lavoro, salute, dignità diritti etc: i primi 12 articoli ancora disattesi.
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1·1 month agoAlleanza Verdi e Sinistra col 6,3% è il terzo partito della coalizione.
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1·1 month agodeleted by creator
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1·1 month ago@vic462 @politica
Partecipo a “Decidiamo”. Ho anche scritto qualcosa. Purtroppo mi sembra fermo da tempo.
https://decidiamo.com/assemblies/conferencia-avs?locale=it
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Notizie dall'Italia e dal mondo@feddit.it•Bella! bomba d'amore. Non smetto di ridere!
1·2 months ago@elettrona @news
La domanda che mi porgo è:
cui prodest?Ranucci? Mah. Se avesse voluto davvero lasciare Report per darsi alla politica non penso avesse bisogno di questo attentato per trovarsi sulle prime pagine. A quello ci aveva già pensato la destra destra.
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Politica interna, europea e internazionale@feddit.it•Dunque da assurdità razzista a paradosso che rilancio a Vannacci:
1·2 months ago@elettrona @politica
Sai durante i miei anni di insegnamento (Roma nord) ho avuto parecchi alunni stranieri. Con loro in linea di massima non ho avuto problemi, a parte due ragazzine ucraine con le quali, giustamente, o comunicavi in inglese o serviva un interprete, e che si sono riufiutate di seguire i corsi L2.
Con gli altri/e appena arrivati in Italia si organizzava da inizio anno il corso L2 ovvero di lingua italiana per alunni stranieri. Il problema nasceva con gli adulti che, anche volendo imparare la lingua, non avevano corsi per loro.
Per gli alunni italiani, a volte con risultati peggiori dei loro compagni stranieri, ogni anno organizzavamo noi docenti di italiano i corsi di recupero. Poche ore rispetto al bisogno perché la scuola non aveva fondi per pagarci più di quelle poche ore.Insomma, più degli stranieri, che è scontato non conoscano la lingua a meno di non essere nati in Italia e aver sempre frequentato le scuole italiane - assai frequente nella mia esperienza - mi preoccupa l’analfabetizzazione di ritorno degli italiani, il cui livello spesso è A2 (Elementare): Capisci frasi comuni legate ad argomenti diretti (famiglia, spesa, lavoro). Riesci a gestire scambi semplici e routinari.
emama ( emama@poliversity.it ) OPto
Politica interna, europea e internazionale@feddit.it•Il feticcio del burqa
1·2 months agoLa competizione tra Futuro Nazionale, Fratelli d’Italia e Lega, dentro la visione assimilazionista-sovranista, segue la logica del rilancio al rialzo. Poiché l’elettorato di riferimento è sensibile ai temi identitari, ogni forza cerca di apparire più intransigente dell’altra. Il burqa è perfetto per questo, perché il volto coperto è d’impatto, subito associabile al fantasma dell’islamizzazione, vietarlo permette di presentarsi come difensori delle donne senza dover spendere soldi in servizi reali. Il fenomeno, del resto, riguarda un numero esiguo di donne: il Comitato per l’Islam Italiano, in un parere ufficiale, stima che i casi italiani siano ancora più rari che in Francia, dove le donne velate integralmente sono tra le 300 e le 2.000, e destinati a tendere a zero nelle nuove generazioni.
Se sollecitate a giustificarsi, iniziative come quella di Valditara e le prese di posizione di Lega e Futuro Nazionale evocano fatti di cronaca. Alla fine di giugno, in provincia di Lecce, una ragazza di 15 anni che andava a scuola con il niqab ed era stata promessa in sposa è stata affidata a una comunità protetta. Negli anni scorsi la politica italiana si era già interessata di casi di studentesse che indossavano il velo integrale a scuola, come nel 2025 a Monfalcone, in provincia di Gorizia, e nel 2024 a Pordenone. Ma se a queste ragazze fosse stato vietato fin da subito il velo integrale al punto di non ammetterle a scuola, quale sarebbe stata la loro sorte? Quasi certamente sarebbe stata peggiore. La scuola, in questi casi, non è solo un luogo di istruzione. È l’unico spazio pubblico, lontano dallo sguardo della famiglia, dove una ragazza segregata incontra adulti non appartenenti alla sua comunità, insegnanti, dirigenti, personale ATA, coetanei con altri stili di vita, e dove può entrare in contatto con un’idea diversa di sé. È il luogo dove un’insegnante può accorgersi che qualcosa non va, di un’assenza improvvisa. È il luogo dove si può attivare una rete di protezione. Vietarle l’accesso alla scuola significa riconsegnarla a tempo pieno al controllo familiare, senza testimoni. Significa togliere a lei la possibilità di immaginare un futuro diverso, e a noi la possibilità di vederla e proteggerla. La scuola è un presidio. Il presidio non esclude una ragazza perché veste un velo integrale
#burqa #niqab #Lega #FratellidItalia #futuronazionale
@politica



@politica #gazagenocide #israelterroriststate #regnounito
Ciò che emerge dalle parole del colonnello è la cinica applicazione della dottrina militare di uno Stato abituato a commettere crimini di guerra.
Non serve che tu sia un combattente; basta la tua prossimità a un presunto tale.
Una borsa vista da un drone diventa automaticamente un’arma; la presenza di una guardia locale armata per difendere il cibo dai saccheggiatori trasforma l’intero convoglio umanitario in un’unità nemica.
In questa logica, come ha dichiarato lo stesso Mendel, la neutralità non esiste più: chiunque “si mescoli” con il nemico perde il diritto di essere considerato innocente. La cautela viene azzerata a favore della letalità immediata.
Quando l’IDF conclude la propria indagine interna affermando che la decisione non presenta “ragionevoli sospetti di condotta criminale”, la freddezza del singolo ufficiale diventa la freddezza di un intero sistema istituzionale che auto-assolve i propri errori operativi come inevitabili “effetti collaterali”.
Morale: chiunque aiuti o difenda il popolo palestinese deve morire.
FONTI
Fine