In sintesi:
GRAZIE a Monti e Letta - governi in cui la Sinistra ha fatto da stampella al Centro - per aver stabilito con decreto legge l’aumento dell’Iva.
GRAZIE all’Europa per non aver tutelato le raffinerie europee, che hanno chiuso o ridotto la produzione.
GRAZIE a tutti i Paesi dell’UE per non essere stati capaci di mettere in piedi negli ultimi 20 anni un piano produttivo europeo.
GRAZIE dall’UE per aver sostenuto di fatto la selvaggia libertà imprenditoriale, industriale e finanziaria.
Sempre dalle e nelle nostre tasche si attinge
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Lo Stato prende una fetta fissa molto più grande: Il problema maggiore per le tasche dei cittadini (i cui stipendi sono fermi) è la tassazione. Le accise sono aumentate e l’IVA è passata dal 20% al 22%. Le tasse sono un valore fisso in euro al litro: non importa se il petrolio crolla, quella quota non scende mai e grava interamente sul consumatore finale.
L’aliquota ordinaria dell’IVA è stata portata al 22% il 1° ottobre 2013.
L’aumento venne introdotto dal Governo Letta (attraverso il decreto-legge n. 76/2013), dopo che il precedente Governo Monti ne aveva già stabilito il meccanismo di scatto automatico per esigenze di bilancio pubblico. -
La discrepanza tra il calo del greggio e l’aumento della benzina lavorata nasce dal fatto che le compagnie non acquistano petrolio greggio per fare la benzina alla pompa, ma acquistano direttamente i prodotti già raffinati sui mercati internazionali.
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Il collo di bottiglia della raffinazione (“Crack Spread”): Dal 2008 a oggi, molte raffinerie in Europa hanno chiuso o ridotto la produzione. C’è meno offerta di “prodotto lavorato” rispetto alla richiesta del mercato. Chi ha la capacità di raffinare la benzina applica un margine di guadagno molto più alto rispetto al passato, slegandosi dal puro costo del barile di greggio
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Chi raffina paga lo svantaggio della moneta:
È vero che il barile costa meno in dollari, ma le raffinerie europee pagano in euro. Poiché l’euro oggi è molto più debole rispetto al 2008 (cambio a 1,08 contro 1,57 dell’epoca), gran parte del risparmio sul prezzo del greggio svanisce al momento del cambio valutario.

